Dicasi “dottore”, si legga “non è cambiato niente”

Più di tre mesi di silenzio. Stavolta ho davvero battuto me stessa, non lo credevo possibile.
Sono stati tre mesi intensi, fatti di alti e (più che altro) di bassi.
Un resoconto breve e non dettagliato? No dai, questa volta vi risparmio e vi racconto soltanto l’evento principale.
Il 23 settembre ho dato il mio ventinovesimo ed ultimo esame ed il 15 novembre (tra l’altro il giorno del compleanno di mia mamma) mi sono laureata (e qui lo dico: FINALMENTE!) dottoressa in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali. Gli ultimi mesi di studi sono stati duri, parecchio. Gli esami sembravano non finire più e durante la stesura della tesi i giorni parevano volare, obbligandomi a lavorare su quel dannato elaborato giorno e notte (per la cronaca ho parlato di “La questione sovietica nella diplomazia italiana dalla Rivoluzione Russa alla Guerra d’Inverno”: ebbene sì, sono riuscita ad inserire la Russia persino nella tesi…). Inoltre per tutta la settimana precedente e persino il giorno della discussione ho avuto l’influenza (tanto per ricordare che la sfiga mi segue sempre): nonostante ciò posso dire di essere fiera di me stessa. E’ stata una grandissima emozione, il cuore andava a mille e la voce ogni tanto si è incrinata. E che dire di quando il presidente della commissione, nonché mio relatore, ha detto la fatidica frase: “Signorina, la proclamo dottore in Scienze Politiche…“.
Questa laurea, oltre ad una gran soddisfazione e tanti regali (:D), mi ha portato due grandissime cose: due sogni realizzati.
1) la Canon Eos 500D che sognavo da anni e con cui ora mi scatenerò a non finire.
2) il famoso viaggio a Roma. Al 90% parto venerdì e sto soltanto per il weekend, questa volta almeno (ma è già tanto): necessito proprio di una pausa lontano da tutto e tutti.
Inoltre non posso prendermi troppo tempo dato che ho già iniziato i corsi della magistrale. La scelta è ricaduta su Politica internazionale e diplomazia. O perlomeno, la scelta temporanea dettata dalla fretta di scegliere entro la scadenza in un momento in cui ero troppo presa dalla scrittura della tesi. Soltanto il tempo ed i primi esami confermeranno o smentiranno la mia scelta dato che tra le mie idee più gettonate c’erano anche Bologna o Torino.
Insomma, in pochissime parole, è andata così.
In questo momento la voglia di tornare a scrivere non è ancora ad un livello accettabile, per cui può essere che dopo questo post sparirò per un altro paio di mesi per ricomparire, magari, scrivendovi dall’altra parte del mondo (non si sa mai con me…).
Devo ammettere, però, che mi era mancato scrivere qui: in un certo senso sembra quasi come tornare a casa dopo un lungo viaggio e ciò fa sempre piacere.
Per cui, per ora, posso anche disfare la valigia e godermi un po’ di relax.
;)

2 thoughts on “Dicasi “dottore”, si legga “non è cambiato niente”

  1. vicozzarecords scrive:

    Ma complimenti dottoressa!!!

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